Firenze: Opificio delle Pietre Dure e Mostra A. Gentileschi

Luogo: Firenze

Museo dell'Opificio delle Pietre Dure e Museo degli Innocenti: mostra Artemisia Gentileschi a Firenze

Museo dell'Opificio delle Pietre Dure
Il Museo annesso all'Opificio delle Pietre Dure, oggi moderno centro specializzato nel restauro, è diretta filiazione della manifattura artistica caratterizzata dalla lavorazione delle pietre dure, che fu ufficialmente fondata nel 1588 da Ferdinando I de' Medici. La fisionomia del Museo non corrisponde ad una precisa volontà collezionistica, ma è piuttosto riflesso della vita e delle vicende della secolare attività produttiva. Le creazioni più prestigiose, oggetto sovente di dono da parte dei granduchi fiorentini, sono conservate nelle regge e nei musei di tutta Europa, mentre nei laboratori di produzione sono rimaste opere incompiute, o risultato di modifiche e smontaggi successivi, e quanto è sopravvissuto alle dispersioni ottocentesche, che ebbero termine nel 1882 con la musealizzazione della raccolta. Nella raccolta vi sono alcuni pezzi antichi che testimoniano la passione di Cosimo I ed Eleonora di Toledo per i marmi archeologici ma vi sono anche rappresentati i primi esempi fiorentini della tecnica del commesso lapideo, nei quali i colori naturali e splendidi delle pietre dure gareggiavano con la pittura e l'intaglio.
Caratteristiche dell'inizio della produzione di mosaico sono le decorazioni con flora e fauna, in linea con gli interessi naturalistici dei Medici, particolarmente di Francesco I, che trovò in Iacopo Ligozzi un interprete fedele e sensibile di tali soggetti da fornire modelli alla manifattura fiorentina nei primi decenni del secolo XVII.
Le composizioni, generalmente su fondo nero per far meglio risaltare la gamma brillante dei colori, trovavano largo impiego per i piani di tavolo e per decorare mobili, come le formelle per gli stipi.
Sotto gli ultimi Medici, Cosimo II, Ferdinando III, Cosimo III, la collaborazione di pittori, scultori, orafi ed ebanisti, nel fornire modelli agli specialisti delle pietre dure, rese possibile la creazione di opere di grande inventiva e di notevole qualità tecnica.
Con la fine del granducato di Toscana, nel 1859, coincide l'inizio di una crisi irreversibile, che comportò anche la vendita di pezzi antichi e recenti per consentire la sopravvivenza della manifattura. Sotto la direzione del pittore Edoardo Marchionni, verso la fine del XIX secolo, la situazione economica dell'Opificio indusse a cercare nuovi sbocchi nell’attività del restauro.
Comincia allora un processo di riconversione grazie al quale un secolare patrimonio di conoscenze tecniche non è andato disperso, ma ha trovato applicazione per la conservazione delle opere lapidee.

Museo degli Innocenti: mostra "Artemisia Gentileschi a Firenze"
Artemisia Gentileschi nacque a Roma l'8 luglio 1593 da Orazio e Prudenzia di Ottaviano Montoni, primogenita di sei fratelli, muore a Napoli, tra il 1654 e il 1656: è stata una pittrice italiana di scuola caravaggesca. A Firenze Artemisia trova la sua maturità artistica: è la prima donna ad essere ammessa all'Accademia delle Arti, riceve prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici, frequenta Galileo Galilei e gli artisti coevi, è al centro della vita culturale del tempo.
Qui Artemisia si afferma come artista, libera dalla morbosa attenzione mediatica che la costringe a lasciare Roma, e trova la sua strada, quella che la porterà ad entrare a pieno titolo tra i grandi maestri della storia dell'arte. Ed è proprio questo periodo, cruciale per il percorso artistico di Artemisia, che viene indagato nella mostra curata da Costantino d'Orazio, Cristina Acidini e Sandro Bellesi, che ci introducono anche nel mondo artistico del seicento fiorentino, alla scoperta di artisti meravigliosi e meno conosciuti: da Cristofano Allori a Francesco Furini, passando per Cesare Dandini, Giovanni Martinelli, Filippo Tarchiani, Fabrizio Vannini, Lorenzo Lippi, il Volterrano, Jacopo Vignali e molti altri. La mostra ospita anche due capolavori di Caravaggio.

Programma
07:00 – Partenza da Formigine davanti al Palazzetto dello Sport (via Olimpiadi).
07:15 – Partenza da Modena davanti alla Motorizzazione (Via Galileo Galilei, 224).
Mattino – Visita guidata al Museo e all’Opificio delle Pietre Dure.
13:00 – Pranzo libero.
14:30 – Ritrovo per la visita alla mostra “Artemisia Gentileschi”.
19:45 – Arrivo a Modena.
20:00 – Arrivo a Formigine.

Altre info

La gita non si effettuerà se non sarà raggiunto il numero minimo di partecipanti.

Per ulteriori informazioni: 339 7456902 (la segreteria è contattabile telefonicamente dal lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 18:00) – universitapopolareformigine@gmail.com

Oltre che presso la sede (in Villa Benvenuti) aperta nelle date e orari indicati nella bacheca dell’associazione e in questa pagina, è possibile procedere al pagamento a mezzo bonifico alle seguenti coordinate bancarie:

EMIL BANCA FORMIGINE – IBAN IT45 I070 7266 7800 0000 0424 844

(beneficiario da indicare nel bonifico: “UNIVERSITA’ POPOLARE DI FORMIGINE U.P.F.”)

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