Viviamo in un’epoca in cui si guarda spesso con diffidenza agli strumenti digitali, identificandoli con il regno degli odiatori di professione, dei mistificatori e dei narcisisti patologici. È una lettura che descrive una parte del web, ma è riduttiva. I social network non sono solo questo: usati con consapevolezza, diventano uno spazio prezioso per scambiare idee, fare rete, socializzare e, nel nostro caso, fare comunità.
Per la nostra Università Popolare, Instagram, Facebook, YouTube e WhatsApp non sono semplici vetrine, ma il prolungamento dei nostri spazi di incontro. Rafforzano il senso di appartenenza all’associazione e danno voce ai legami di partecipazione, condivisione e inclusione che nascono spontaneamente nelle aule, durante le gite culturali, nei laboratori.
Vivere i social in questo modo significa entrare in un ambiente ricco di stimoli e curiosità, con continue occasioni per ampliare le proprie conoscenze.
Il grande vantaggio del digitale, poi, è la sua reversibilità: i social si possono spegnere ogni volta che sentiamo il bisogno di ritrovare la nostra umanità più autentica.
Perché nessun social network, e nessuna intelligenza (più o meno) artificiale, potrà mai prendere il posto di una passeggiata solitaria nella natura, del fruscio rassicurante delle pagine di un libro, delle risate con gli amici davanti a un buon bicchiere. È la sostenibile leggerezza della nostra umanità, fatta di sguardi, strette di mano e presenza fisica.
Se ti va e quando ti va, ti aspettiamo anche sui nostri social (Instagram, Facebook e YouTube…)

